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Turismo e internazionalizzazione

La recente elezione del nostro territorio a Patrimonio dell’Umanità, dovrebbe costituire un volano e un biglietto da visita per turismo e internazionalizzazione del brand astigiano.

Tuttavia, non basta fregiarsi del titolo perché il territorio diventi attrattivo, ma bisogna utilizzare tale importante riconoscimento mondiale per investire su ciò che l’UNESCO ha valorizzato nel Monferrato. Esattamente come si stanno muovendo Alba e le Langhe, così deve muoversi l’Astigiano e il Monferrato, promuovendo un’offerta turistica di qualità.

Offerta turistica che deve avere per biglietto da visita l’enogastronomia.
Ne sono un esempio i vini d’eccellenza e le grandi cantine che li rappresentano: dalle molte DOCG (Asti Spumante, Alta Langa, Barbera d’Asti, Nizza e Nizza Riserva, Ruchè, Moscato d’Asti) alle altrettante DOC (Albugnano, Freisa, Calosso, Cisterna d’Asti, Grignolino d’Asti, Loazzolo, Malvasia). E ne è un altro esempio la tradizione culinaria, dalla battuta di fassone all’agnolotto gobbo, dall’insalata russa al vitello tonnato, dalla bagna cauda, dal tonno di coniglio alla lingua, dal bagnet alle pesche ripiene, fino alla DOP della robiola di Roccaverano.

Asti deve rappresentare tali eccellenze ed integrarle come parte della cultura del territorio, capace di avere cassa di risonanza a livello internazionale, esattamente come le Langhe hanno saputo valorizzare vini del calibro del Barolo e del Barbaresco, rendendoli prodotti brand del territorio.

Il programma politico

Il nostro piano di Azione

01. Internazionalizzazione degli eventi astigiani

La Douja d’Or e il Festival delle Sagre, eventi d’eccellenza del settore, dovrebbero passare da una dimensione regionale e nazionale ad una dimensione internazionale, al pari di Vinitaly e della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba. Sono eventi che dovrebbero rappresentare la tradizione strizzando l’occhio alla modernità, capaci di attrarre i giovani, avvicinandoli attraverso le tecnologie informatiche e facendo sistema con i ristoratori e gli esercenti locali, esattamente come avviene per altri eventi italiani di questo calibro.

02. Piano informativo. Fare sistema con gli altri capoluoghi UNESCO

Dobbiamo uscire da una vista “provinciale”. L’UNESCO e il mondo non ci conosce come Asti, Alessandria e Cuneo. Il mondo ci riconosce come un’unica zona comprendente Langhe e Monferrato, e come tale dobbiamo proporci, nell’ottica di sistematizare la presentazione delle nostre eccellenze a livello internazionale. Il modello è quello già percorso (con successo) da zone d’Italia come la Toscana o il Trentino Alto Adige o l’Emilia Romagna. Bisogna lavorare ad una sponsorizzazione del brand che non sia locale o regionale o nazionale, ma che sia internazionale e basato sulla raffigurazione che l’UNESCO ha dato di questi territori.

03. Brochure unificata dei Grandi Vini UNESCO

Esattamente sul modello della Borgogna, tale sistematizzazione dovrebbe anche ravvisarsi in una brochure unificata dei vini espressi all’interno del comprensorio UNESCO, con indicazione dell’offerta e delle cantine che esprimono tali eccellenze, senza distinzione di luogo o “provincialismo” che vede i vini di Langa separati da quelli del Monferrato. In un mondo globale, soltanto presentando un’offerta coesa si riesce a dare un’idea al turista della potenzialità di un territorio che altrimenti parrebbe piccolo e, come tale, poco significativo rispetto ad altre zone d’Italia.

04. Riqualificazione del centro cittadino dal punto di vista commerciale

I grandi centri commerciali hanno spostato il peso economico in periferia, ma in un centro cittadino di una città con vocazione turistica come quello di Asti, è fondamentale che siano presenti i marchi, le eccellenze e i ristoranti capaci di rappresentare l’eccellenza enogastronomica della tradizione astigiana. Piccole botteghe artigianali, produttori locali, ristoratori, cantine e piccola manifattura dovrebbero rendere il centro vivo per il cittadino e per il turista. Tali attività andrebbero incentivate e valorizzate e dovrebbero coesistere in una sorta di “storicizzazione” dell’offerta astigiana, esattamente come avviene nei borghi toscani o in Alto Adige o nella vicina Alba.

05. Adeguamento del Centro Turistico e Portale Unificato

In una città che vuole investire nell’internazionalizzazione del brand e nel turismo, il centro turistico deve essere adeguato a tale sfida, poiché punto d’accoglienza del turista. In posizione centrale, visibile, capace di esprimere le potenzialità di un territorio secondo la logica di sistema sopra enunciata, in una logica nazionale internazionale che esca dal provincialismo attuale. Anche a livello informatico, la proposta turistica deve essere unificata in un unico portale del turista, capace di rappresentare tutte le anime (storia, cultura, arte, musica, enogastronomia, territorio) dell’offerta.

06. Investire nella pubblicità del brand astigiano

Il budget da dedicare alla promozione del brand astigiano dovrebbe essere proporzionato agli obiettivi. Non soltanto ad Asti e nell’astigiano, ma gli eventi astigiani devono approdare a Torino, a Milano, a Genova. Ed eventi di caratura internazionale devono approdare in tutto il mondo, Europa in primis, costituendo così la promozione del brand all’estero. Non esiste turismo senza pubblicità, poichè il resto del mondo deve conoscere l’offerta astigiana.